09/11/2016

In una sorta di calma apparente, superati i problemi che sembravano i più grandi e in attesa di trovarne altri, certa musica è in grado di trasportarti leggero su onde impalpabili, di scaricare il tuo peso corporeo su lidi distanti e lasciare soltanto gli sguardi e i pensieri, liberi di fluttuare sul beat, di portare il tempo e sdraiarsi nel groove. “Borealis” è un disco ricco di sfumature, di cambi e passi inattesi, dove l’elettronica si presta a scelte sfaccettate senza perdere mai di vista uno stile elegante e una costruzione sonora pulita che non disdegna aperture melodiche.

Dalla sinuosa “A Day in the Sun”, pizzicata tra nuvole in sequenza e morbidamente distesa tra luccichii stellari, all’equilibrio sul dancefloor di “Back and Forth” coi suoi fili ipnotici che ricamano ritmiche da club per palati attenti, allo spirito etno-tropical di “Borealis” che pare correre su spiagge luminose e deserte, e ancora gli slanci tribali che respirano l’aria densa di riti apotropaici in “Homeless”: quest’album è il cerchio magico perfetto, è la misura esatta in cui variare e sperimentare non finisce per confondere ma per consolidare una visione, perché la mano che c’è dietro (ovvero quella di Alberto Melloni) è una mano dal disegno preciso e dal tocco riconoscibile. In quel che rimane di una calma apparente, non resta dunque che ascoltare questo disco, e fluttuare liberi sul beat.

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La recensione Cosmic Falls - Recensione - Borealis di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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