Violaspinto Demo 2004 2004 - Psichedelia, Pop

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Ritmi sincopati, testi quantomeno “pensati” ed arrabbiati più che a sufficienza, intarsi chitarristici non del tutto scontati. Metti il disco dei Violaspinto e ti viene in mente Franco Battiato che canta accompagnato da una formazione post-rock illuminata da violente ritmiche jazzy – che per alcuni non sarà il massimo, ma sempre meglio dell’ennesimo demo grunge. Questo almeno nelle prime due tracce del demo.

La pozione dei Violaspinto, però, resiste anche dove tenta di rimodellarsi nello schema ballata (“Promesse d’inverno”), nel quale sfiora il Paolo Benvegnù più scuro che possiate riuscire a recuperare (ognuno ha il suo). Alla fine a colpire con efficacia è proprio l’ultimo pezzo, carico di una languidezza da farti stendere al suolo dopo pochi secondi. Tuttavia ognuna delle tra canzoni ha una storia autonoma, accomunata da un paio di costanti: anzitutto l’attenzione all’inciso, che, pur “nascosto”, torna puntualmente a strutturare i pezzi - davvero originale anche se un po’ troppo aulico quello di “Fine area del sogno”. Poi l’assoluta attenzione agli arrangiamenti anche laddove sembrerebbe il contrario. Un demo “sporco” al punto giusto, forse ed addirittura (troppo) ben cantato – in italiano e questo (diavolo!) dimostra che si può cantare in italiano, pure dignitosamente. Senza dover per forza ricorrere al lessico di Francesco Petrarca e componendo testi intriganti (“Un’anima statica/è un luogo dove rifugiare/quell’ Io più fragile/che sfugge e va a disintegrarsi/in altri emisferi”).

Un lavoro davvero sopra la media, privo di banalità. Preparato e levigato con accuratezza, naviga fra cantautorato eclettico e pop-rock venato di nostalgie punk dando vita ad atmosfere pittoriche crepuscolari. (Quasi) da primascelta. Manca la prova sul “lungo”.

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La recensione Demo 2004 di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2004-12-09 00:00:00

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