Moopo The only word of my prayer 2004 -

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Moopo è un cantautore italo-canadese nato sotto il cielo dell'ambient folk. Il suo album di debutto, in uscita per la Seahorse recordings, procede tra tenui trame musicali e sottili note di chitarra acustica, seguendo un lento e lieve tragitto tra la luna rosa di Nick Drake e l'antico romanticismo che già Damien Rice era stato capace di recuperare nel suo "O".

"The only word of my prayer" si apre con un viaggio attraverso paesi lontani e sconosciuti, un giro del mondo in ottanta giorni dove immagini esotiche pennellate dalla batteria elettronica si mischiano a quelle più famigliari di una milonga à la Paolo Conte. Fluttuando in un' atmosfera sognante, fatta di chitarre acustiche e di immagini in trasparenza alla Leonard Cohen, inizia "Above me", ballata che parla di nuvole, sogni e amori fatti di lacrime di pioggia. Sorridono dolcemente a miti passati le note di "Tic toc" e di "A conversation" , che ripercorrono strade già asfaltate dalle melodie malinconiche di Drake e dal pianoforte di Waits mentre il gentile e raffinato suono del violoncello stende tappeti sonori eterei lungo i sentieri sospesi tra le stelle di "The Place", per poi tornare a fare capolino sul finire del disco intrufolandosi nelle chitarre acustiche di "The youniverse bound", canzone che calzerebbe a pennello in un lavoro come "Quiet is the new loud" dei due Kings of convenience. L'album di Moopo non sarà ricco di innovazioni e sperimentazione, ne porterà nulla di nuovo tra le file del cantautorato folk che tanto piace in questo periodo, però riesce a creare con grande maestria un'atmosfera raffinata e familiare. Un buonissimo debutto caratterizzato da una voce calda e da linee di basso intense (ad opera di Paolo Messere, già Ulan Bator e ora Bless Child Opera) che si incrociano, perdendosi tra gli echi degli Zita Swoon fino a sfociare in ricordi di soul music come in "Up". Lasciarsi trasportare da queste dieci canzoni nei pomeriggi invernali risulterà sicuramente piacevole e quando poi la musica si fonderà con la piogga che picchietta sulla finestra, basterà chiudere gli occhi per assorbire tutta la malinconia che permea "The only word of my prayer"...

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La recensione The only word of my prayer di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2004-12-12 00:00:00

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