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album In parole povere Joe Barbieri

recensione Joe Barbieri In parole povere

Microcosmo 2004 - Cantautoriale

RECENSIONE
15/12/2004 di Eliseno Sposato

Mi è sorto un dubbio al primo ascolto di questo terzo lavoro di Joe Barbieri: è un disco da Rockit? Sinceramente no, perché credo possa interessare poco a chi frequenta le nostre pagine, ma poi vista la comparsa di recensioni su Max Pezzali (?) mi sono reso conto di potere recensire questo cd senza remora alcuna. Forse mi sono perso qualcosa negli ultimi tempi, ma non è questo il luogo adatto per trattare l’argomento.

Quali le difficoltà di adeguamento alle pagine di rockit? Semplicemente il succo intrinseco di questo album che è un disco di musica leggera, o se volete d’autore, che personalmente mi ha fatto tornare in mente certe atmosfere che si respiravano nei night durante gli anni sessanta. Quelli per intenderci di “Una rotonda sul mare” di Fred Buongusto che potevano trovare picchi di qualità quando entravano in scena pezzi da novanta del calibro di Vinicius De Morales. Barbieri va inteso come una moderna incarnazione del cantante confidenziale, che sussurra le sue canzoni d’amore alle coppie in cerca d’intimità sotto il tenue bagliore delle luci soffuse.

Intendiamoci: il disco è ricco di buone canzoni, forse troppo monocorde nelle sue atmosfere acustiche, ed in particolar modo nelle sue variazioni sul tema dell’amore, dei rapporti a due scandagliati in fase d’addio (“In questo preciso momento” e “la nuda verità”), vissuti a distanza (“E gia sabato”) ricchi di certezze (“Sia”). Tutto ruota intorno a quel microcosmo che lega due innamorati che vorrebbero tenere sempre il mondo fuori dalla porta. In parole povere presenta canzoni leggere, sussurrate con un filo di voce, con chiari rimandi al passato di un Sergio Endrigo omaggiato con una ripresa di “Io che amo solo te” ma anche al presente di Mario Venuti presente con la sua voce in “Ambra”. Pochi i guizzi riservati al ritmo che possono guadagnarsi gli agognati passaggi radiofonici, anche se brani come “Leggera” e “Stella di prima grandezza” possono avere qualche chance. In definitiva un disco riservato ad inguaribili romanticoni, che difficilmente farà breccia nel pubblico giovanile.

Tracklist

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