12/12/2016

Un disco che prende subito con facilità: brani che si innestano lungo la spina dorsale per farti ballare o sciogliere in un momento di nostalgia, tra un uso dell’elettronica sfacciato e asciutto e un’attitudine punk intesa come sguardo alle cose e alle persone con distacco e ironia. “A Torino come va” racconta la città, dalla visione d’insieme fino alla cameretta, in uno snocciolarsi di idee e irresistibili ritornelli (prendi “Se ti annoi è colpa tua”, che cita Pavese inseguendo rime di contemporanea quotidianità) che girano intorno ai luoghi, alle stagioni e agli amori.

Il synth-pop marcatamente anni '80, tra dance sofisticata ed electrowave, si sposa a testi che narrano panorami iperattuali e girovaghe introspezioni, sostenuto da un violoncello che diventa protagonista in alcuni brani: “Ho nostalgia” ne è l’esempio perfetto, ballata fragile e autunnale che si muove lenta tra i ricordi, “Anni” lo trasforma in ossessione che si dilata su tappeti di drum-machine. Tra l’ammiccante “Easy Summer”, fresca, sintetica e bevibile lungo i bordi di piscine immaginarie, e “Ci conosciamo già” che non disdegna squarci oscuri su trame dritte, si alternano giochi sintetici, ritmi incalzanti e istanti in cui ci si ferma a osservare.

Bea Zanin riesce a concentrare in questo album tutto il suo mondo, dall’ordinario allo straordinario, dalla musica ai testi, e lo fa con una immediatezza e un piglio che non lasciano indifferenti: tra potenziali hit radiofoniche e pezzi dove si sperimenta di più, “A Torino come va” prende subito, con facilità, ed è davvero una piacevole scoperta.

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La recensione Bea Zanin - Recensione - A Torino come va di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 24/07/2019

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