Polarbeers New Revolution 2016 - Punk, Progressive

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Compattezza e poliedricità per il secondo disco dei Polarbeers

Suono compatto, potente, affascinante. "New Revolution", il secondo disco dei Polarbeers suona proprio bene. Un connubio di stili diversi, energia pura e fiammante e una capacità notevole di spaziare da un genere all'altro che quasi non ci se ne accorge. Si parte con "Down The River" che ci arriva addosso come una frana. Distorsioni potenti, ritmi serrati ed energia allo stato puro, con un bell'andamento funky e groovoso. "Suit & Tie" invece è più irriverente, arrogante, con una vena di rock'n roll scarna, di gusto, quasi sexy. Si prosegue con "Meteoropathy" e si cambia leggermente registro: le atmosfere sono più tribali, distese, con una vena chiaramente anni '90. Ma uno dei punti forti di questo lavoro è proprio l'ecletticità delle canzoni messe in gioco e così si passa per "Please Be Coming Home", che inizia con un soffuso giro di piano/hammond e si snoda in una ballata sexy e ammiccante che trasuda intensità. La title track è schietta, assetata di sangue e giovane; suona frenetica da subito. Chitarra e batteria si scambiano i ruoli a colpi di accenti serratissimi catturandoci con la solita vena di rock'n roll puro ed energico. Di colpo poi si cambia scenario, i muscoli si rilassano quando entrano pian piano nella nebbia distesa di "Maple Jar", soffusa, dolce, romantica che sembra spingerci a salpare verso mari calmi e verso orizzonti luminosi. Il tutto si conclude con "Music Stole My Voice For A While", intima e diretta. 

Un disco bello, forgiato da diverse influenze e stili che vanno a convergere in un unico affascinante lavoro compatto. Si sentono un po' di Wolfmother, qualche sprazzo elettrico e potente di gruppi come 1000 Mods, il tutto a volte incollato da un'atmosfera che oscilla a tratti fra i 70's e i 90's con grande maestria da parte della band. È però impossibile catalogare un lavoro di questo livello che di revival ha veramente poco dimostrando un'identità personale facilmente riconoscibile. Davvero una bella prova per i Polarbeers e speriamo continuino su questa strada per i loro prossimi lavori.

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La recensione New Revolution di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2016-12-10 00:00:00

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