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album Brassphemy Set in Stone - Ottone PesanteIn evidenza

recensione Ottone Pesante Brassphemy Set in Stone

B.R.ASS 2016 - Strumentale, Metal

RECENSIONE
22/12/2016

Ad un anno dall’uscita dell’ep con il quale si sono presentati, gli Ottone Pesante ritornano in scena con il loro primo album, "Brassphemy Set in Stone", sempre tesi a sdoganare una delle idee cardine del metal, che si sostanzia sul binomio basso e chitarra.

In questi dieci brani, dove serrata è la sfida al metronomo, dimenticatevi ogni pregiudizio riguardante la figura del musicista jazz ascoltando il suono degli strumenti rispettivamente imbracciati da Paolo Raineri, Francesco Bucci e dalla new entry alla batteria Beppe Mondini; infatti il primo brano, "Brutal", apre una serie di brani connotati da un drumming possente e davvero aggressivo, il quale sembra voler accompagnare nella fuga dalle più basilari leggi della fisica la tromba e il trombone, fuga che però in realtà si rivela una vera e propria discesa negli Inferi, la quale culmina in "Trombstone", un pezzo dalle forti sonorità doom il quale, con il suo ritmo lento ma ben cadenzato trasporta l’ascoltatore nel punto più profondo dell’Ade.

Tuttavia dopo questa brevissima tregua, il trio romagnolo ritorna possente e trascinante con brani o caratterizzati da una melodia di forte matrice epic metal degna dei migliori Blind Guardian, come "Melodic Death Mass", oppure da brani con sonorità più riconducibili al trash metal, come "Redsmith Veins"; a concludere questo viaggio nell’altro mondo ecco "Apocalipse", dove gli Ottone Pesante ancora una volta dimostrano di che pasta sono fatti, ponendosi tra suoni diabolici e metallo direttamente uscito dalle migliori acciaierie di Stalingrado, rivelandosi una delle uscite più espressive, inusuali e ardite di quest’ultimo periodo dell’anno anche se di non facile e immediato ascolto.

Tracklist

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