23/12/2016

L’elettronica si fa guida nelle sorti alterne dell’esistenza, partendo eterea e impossibile da toccare, passando poi attraverso gallerie d’acidità per momenti di totale assenza di luce, per sciogliersi infine in una processione di ricordi che marciano con cadenza synthwave. L’esordio dei Düne si presenta come un percorso liscio e minimale tra due anime, una che tende al bianco e all’ambient più impalpabile, l’altra foriera di cupezze e inciampi, col featuring di Mordecai ad arricchire lo spettro dei colori di tinte orientali mai vezzose. Il brano che racchiude il senso di questo lavoro è certamente “Gratia”, sospeso tra la leggerezza di una corsa che abbandona la paura alle spalle e l’inevitabile caduta, in una metamorfosi graduale che trascina dal volo libero fino al turbinio ossessivo, per muoversi sempre più velocemente con movimenti sempre più brevi.

Vario, fors’anche sin troppo, “Rest in Peace” è la proiezione di un duo che esplora i saliscendi emozionali della vita, le fortune e lo sprofondo, l’attimo in cui la pelle si distende e quello in cui batti i piedi al ritmo di una tensione crescente. Una visione d’insieme poco omogenea ma ricca di spunti interessanti: prendere una strada più chiara potrebbe portare a grandi risultati.

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La recensione Düne - Recensione - Rest In Peace di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

Commenti (1)

  • Andrea Libero Cito 25/12/2016 ore 13:28 @7notesettenote

    Un disco molto bello, che dimostra grande cura e passione per il suono e trascina menti e corpi in una danza primordiale irresistibile, senza mai perdere d'eleganza e gusto. Complimenti a Faco e Massafra!

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