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RECENSIONE
21/12/2016

Dopo quasi dieci anni di carriera, quattro 45 giri tutti andati sold-out, due fortunatissimi lp, svariati tour negli Stati Uniti e in Giappone, Miss Chain e i suoi tre Broken Heels avevano deciso, nel 2013, di fermarsi per un po’, riprendere fiato e riorganizzare le proprie vite individuali, facendo lievitare e maturare le tonnellate di stimoli e di idee dai quali erano stati investiti.
Dopo tre anni eccoli di nuovo in scena che lanciano, fresco fresco, il loro ultimo singoletto: un altro piccolo gioiellino.
Se la strada è quella di sempre, college rock di stampo californiano ampiamente ispirato nelle melodie vocali dai girl groups anni ’60, la direzione è, invece, quella intrapresa già con “The Dawn”, che su queste pagine virtuali avevamo, a suo tempo, definito “il power-pop delle foglie che cadono”, quella della riflessione ironica e agrodolce e della maturità nel songwriting, con la voce di Miss Chain sempre più calda e carismatica.

Il lato A, “Uh Uh”, è un solare power pop, tutto coretti sdolcinati e sorrisi, costruito adorabilmente su un gioco di melodie ariose e un beat serrato e nervoso, che richiama alla mente il soul proletario e urgente degli Housemartins.
Con la facciata B si cambia umore, il ritmo si dilata, emerge in tutta la sua dolcezza pop il lato melanconico della band ed entrano in gioco influenze Kinks-iane e Byrds-iane, non solo nelle deliziose chitarre jingle-jangle, ma anche nell’espressiva coralità dell’interpretazione.
E quando la puntina termina i suoi giri sui solchi del dischetto, la sensazione che ci lascia nel palato e nel cuore è quella zuccherosa di volerne ancora ed ancora, per cui, mentre la riposizioniamo per farlo risuonare di nuovo, mettiamoci in attesa dell’uscita del terzo album di Miss Chain e dei suoi Tacchi Rotti.

Tracklist

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