Uccellacci s/t 2004 - Sperimentale, Jazz

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Svolazzano, gli Uccellacci (non casuale il riferimento a Pasolini, ringraziato nei credits), cambiano continuamente traiettoria; poi scendono in picchiata, imporvvisamente beccando i passanti ignari.

I più si mostreranno infastiditi, qualcuno invece si chiederà perché, magari senza trovare una risposta, ma almeno andando oltre l'apparenza.

Fuor di metafora, la musica degli Uccellacci non è sicuramente per tutti: piacerà probabilmente ai 'fini intenditori' di jazz e avanguardia, che (forse) riusciranno a sviscerarne ogni frammento.

Molto più importante, calamiterà l'interesse di tutti coloro che anche solo per semplice curiosità amano le 'cose strane', la musica un pò 'storta', i ritmi irregolari, i cambi di passo.

Atmosfere cangianti, dalla 'sagra paesana' a tonalità funebri, densità bandistica e rarefazione solista, dalla compostezza del combo jazz allo sguaiato (apparente) disordine di un Bregovich o del 'solito' Zappa che torna sempre in mente in questi casi.

La colonna sonora e il vaudeville, il preludio 'classico'e la ballata folk.

Un disco fatto più da suoni che da voci, anche se un paio di brani hanno anche una dimensione testuale che forse rischia di perdersi un pò.

In fin dei conti, un disco che ha una sua immediatezza: superato l'impatto iniziale con lo zigzagare di un assetto sonoro che non ha mai un fulcro stabile, ma cambia da strumento a strumento il baricentro dei pezzi, basta lasciarsi avvolgere dalle cambievoli atmosfere dei brani, senza pensare troppo alle contorsioni ritmiche e dall'umore oscillante del dialogo tra melodia e armonia, di cui quelle atmosfere sono figlie.

Soddisfazione doppia per chi invece sa addentrarsi anche nei 'misteri' della composizione.

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La recensione s/t di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2005-01-07 00:00:00

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