10/01/2005

Ho pescato questo cd (del 2003! Ma svegliarsi prima, no?) nello scatolone Rockit al M.e.i., attratto irresistibilmente dalla sua copertina, per cui voglio fare i complimenti a Michele Cricco e ad Apostrophe che l’hanno concepita e realizzata. Anche perché quel tenue verde salvia è singolarmente in linea con il mood generale di “Fra le cose”, bel dischetto prodotto dai Lilith, quintetto umbro di Todi: una tenue malinconia crepuscolare supportata da testi molto belli (tra i pochi che reggano a una lettura senza musica), il cui colpo d’ala sta nel raccontare sentimenti ed emozioni attraverso sensazioni fisiche che disegnano un’immersione tra gli elementi naturali (specie il vento), “le cose”, appunto, della natura.

Musicalmente i Lilith prendono evidentemente le mosse dai Radiohead, di cui sviluppano la lezione di brani come “No surprises” e dischi come “The bends”, modello che viene seguito anche per l’uso del vibrato della voce. Il bello è però che i cinque possiedono abbastanza personalità per rielaborare personalmente quello che viene loro dai dischi della band di Thom Yorke. Da segnalare in particolare il bell’uso dell’italiano nei testi, che con la sua metrica trasforma notevolmente l’esempio. Sia come cantato (da migliorare in alcuni punti…) sia come sound generale della band, fatto in prevalenza di intrecci delicati di chitarre, i Lilith finiscono per approdare a esiti che ricordano certa new wave inglese di metà anni 80 che forse neppure conoscono: i primi Scritti Politti, un po’ di Durutti Column (specie negli arpeggi di “Fra le cose”), una spruzzatina di Pastels. Tutto è sempre molto italiano, però: e questo è un pregio.

Tra i cinque brani spiccano la già citata “Fra le cose” e soprattutto “Lieve molestare il vento” (titolo stupendo), dal bel tiro e dagli stacchetti quasi prog. Notevole anche il remix di “In fondo agli occhi”, che fa assumere toni scuri e dark al pezzo. Ma chiamarlo “da club” è eccessivo. Da quanto non entrate in un club, ragazzi? Giudizio generale: una band che promette decisamente bene, ma deve ancora maturare. Le premesse però, ci sono tutte. Da tenere d’occhio.

Commenti (2)

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  • pyrofenix.pfr 28/03/2018 ore 12:01 @pyrofenix.pfr

    Una delle migliori band italiane che abbia mai conosciuto e fondatori del Crepuscular Rock, dove nei loro brani, come nel crepuscolo è una continua transizione tra ombre e luci , dall'alba al tramonto e così via.

  • pyrofenix.pfr 28/03/2018 ore 12:03 @pyrofenix.pfr

    Una delle migliori band italiane che abbia mai conosciuto e fondatori del CrepuscularRock, dove nei loro brani, come nel crepuscolo è una continua transizione tra ombre e luci , dall'alba al tramonto e così via.

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