08/03/2017

Settimo episodio discografico per i Pay, navigata realtà del panorama alternativo con più di 20 anni di carriera: si chiama “Canzoni per gente che non si fa più” il nuovo album di inediti per la Punkrocker's Industry.
E nessun altro nome poteva essere più legittimo: la band varesina suona punk senza compromessi, irriverente e provocatorio dalla fase di composizione sino all'esibizione dal vivo, che spazia dalla proposta dei brani in chiave live a meccanismi da puro avanspettacolo. Menzione di merito per “Godzilla in riabilitazione”, manifesto d'intenzioni che più di tutte racchiude le caratteristiche principali del gruppo; ad impreziosire l'ascolto c'è una piacevole versione di “Where is my mind” dei Pixies, inno generazionale che si spoglia degli ormai conosciuti stilemi per immergersi in una declinazione innovativa.
Il linguaggio musicale dei Pay è conclamato, c'è ben poco da cambiare: al netto dei due decenni di esperienza questo gruppo ha una propria impronta punk e i parametri artistici sono ben definiti. Può piacere o meno, ma di sicuro ci sono ottime intenzioni e la capacità espressiva di chi è in piena maturazione.

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La recensione Pay - Recensione - Canzoni per gente che non si fa più di Giandomenico Piccolo è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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