< PRECEDENTE <
RECENSIONE
10/02/2005

Tre anni come tempo di cottura sono lunghi. Ma tant’è, questo è quanto ha richiesto la realizzazione di “Dollari e nuvole” dei Gazpacho, minestra spagnola formatasi dopo la fine dell’esperienza degli Skala di Fiura, con il contributo di voce e chitarra dei Bassistinti. Gli ingredienti si vedono ad occhio: reggae, ska e rock a dare la corposa base, e spezie assortite per il sapore, tra cui Dani e Tommi delle Pornoriviste, che in questo periodo svolgono in maniera lodevole il ruolo del prezzemolo. E, come nella migliore tradizione del Gazpacho, i sapori d’oltreoceano si mischiano a quelli più classicamente mediterranei, in dosi variabili per assecondare le tendenze del cuoco ed i gusti dei commensali. Le tinte sono sempre calde, sul rossiccio, ed il sapore finale riesce ad essere personale, nonostante gli ingredienti popolari e contadini.

Qualcuno potrebbe obiettare che il pane usato è un po’ raffermo e la ricetta non originalissima, ma se messo in una minestra corposa il pane raffermo è il meglio, e poi da che mondo è mondo nessuno si è mai rifiutato di mangiare una portata per la poca originalità. Che poi il menù offra di meglio è opinabile, ma vi assicuro che il piatto è realizzato a modo e con un certo estro, si sente che in cucina non sono novellini. Convincono le sfumature più originali da parte degli chef, i sentori d’Africa nel retrogusto vellutato ed in generale l’approccio non didascalico né banale a quella tradizione culinaria che prese tanto piede nella Londra anni settanta, quando gli skinhead erano semplicemente ragazzi delle periferie che imitavano gli immigrati giamaicani e amavano camminare sulla luna di tanto in tanto.

Questo non è Rock Eat, ma a me è venuta fame. Gazpacho? Ne ho ancora un po’ in frigo, non sarà il massimo, ma riempie e ad essere onesti non è la solita minestra, non del tutto.

Tracklist

00:00
 
00:00
Commenti
    Aggiungi un commento:

    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati
    > PROSSIMA >