11/03/2017

Il primo lavoro dei Blindur, duo composto da Massimo De Vita e Michelangelo Bencivenga, ha tutte le carte in regola per essere definito un “capolavoro”, ed è giusto chiarirlo fin dall’inizio. Il songwriting cantautorale intriso di ritmi folk, la cura del suono e il mix dell’islandese Birgir Birgisson, storico fonico e produttore dei Sigur Ròs, creano un’alchimia preziosa. Una gemma splendida, affascinante e rara come l’Alessandrite.

Le atmosfere, i tappeti sonori e i riverberi che si perdono lontano rimandano all’imprescindibile paesaggio sconfinato e gelido degli stessi Sigur Ròs: riferimento fondamentale per il duo napoletano, che deve il nome proprio all’incontro con Jonsì e alla parziale cecità che accomuna Massimo e il cantante di Reykjavik. “Blindur” è infatti una parola islandese, vuol dire “cieco”, ma non è solo il nome del progetto o dell’album. È un invito all’ascolto: occhi chiusi, cuore aperto.

L’influenza musicale della scena islandese non è comunque forte come si potrebbe pensare, e anzi emergono le qualità cantautoriali, le strutture/canzoni e le ritmiche più tipiche del folk nordeuropeo. A condire questo sound particolare ed intrigante, un banjo scalmanato che fa da contraltare a una voce stabile e serena. I testi sono profondi e ben scritti, tanto da far vincere ai Blindur il Premio De Andrè 2015 per la “Canzone per Alex”.

Ogni viaggio comincia con un ultimo sguardo alla porta di casa. Quella porta che si chiude su stanze che ben conosciamo, su un mondo emotivo che ci racchiude. Poi il salto. La strada, il vento sulla faccia, un mondo nuovo. Il brano “Solo Andata” si attesta come uno tra i più belli dell’intero disco, insieme a “Foto di Classe” e “Luna Park”, che vede la partecipazione di Bruno Bavota.

Esordio maiuscolo.

Luogo perfetto per l’ascolto: il Gerangefjord
Perfetta colonna sonora per: “Amami se hai Coraggio” di Yann Samuell, 2013

 

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La recensione Blindur - Recensione - Blindur di GianPaolo Baba Improta è apparsa su Rockit.it il 22/07/2019

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