Demonology HiFi Inner Vox 2017 - Afro-beat, Ambient

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Mai così possente, vibrante e poliedrico ci si poteva immaginare il debutto ufficiale del duo C-Max e Ninja.

Se ognuno di noi avesse la possibilità di tirar fuori la propria voce interiore utilizzando come mezzo obbligatorio nel farlo quello della musica, che genere sceglierebbe?

C'è chi si affiderebbe alla posatezza del folk, chi alla rilassatezza di certa musica classica e magari altri sfrutterebbero l'alone di felicità che si crea attorno al reggae. Se a farlo sono certi artisti come Max Casacci ed Enrico Matta, svincolati da qualsiasi obbligo discografico e liberi di produrre senza vincoli di tempo e di stile, la loro inner vox prenderebbe invece forma a suon di beat, percussioni inaspettate, sofisticati software di manipolazione digitale degli effetti e collaborazioni varie. Costola distaccata degli amati Subsonica, C-Max e Ninja come duo artistico non sono di certo alle prese con il loro primo supporto insieme. Quello che è avvenuto di nuovo adesso, però, è che il sodalizio ha effettivamente preso forma nel nome di un progetto, Demonology HiFi, ed in un primo vero e proprio album, "Inner Vox" appunto. Son passati in sostanza a concretizzare tutte le idee, gli spunti e le voglie di sperimentazione che hanno coltivato e condiviso nel corso di anni di dj set, esperienze nei club e festival. Tutto ciò contornato dai rispettivi curriculum artistici che li pongono tra i più autorevoli rappresentanti italiani di quel vasto mondo che chiamiamo, minimizzando, elettronica.

In "Inner Vox" nasce dunque, in un agglomerato di undici tracce, un connubio libero, studiato, azzeccato, curato nei dettagli ma anche figlio di jam session EDM tra techno, house, progressive house, drum'n'bass, inseguirsi di effetti ed interessanti sperimentazioni di basso digitale. Per "Inner Vox", sia ben chiaro, l'identificazione di uno o più generi è però riduttivo. Servirebbe e servirà solo a dare una dritta sul sound proposto dal duo ad un prossimo possibile ascoltatore. L'amalgama continua dei generi standard è un imperat in "Inner Vox". Nessuno di questi è lasciato abbandonato a se stesso; ognuno di questi finirà per scomparire e sarà fagocitato del tutto nel mixaggio.

Ne rappresenta un immediato esempio la traccia di apertura "On The Side Walks Of My Soul". Il pezzo è stato sfruttato da Casacci e Ninja per dare un input ben preciso: vietato pensare che ascoltare i Demonology HiFi sia qualcosa di scontato e sempre agevole. Come dargli torto. È così che spesso nascono le migliori produzioni musicali. Ospitare così in questa canzone la voce dello storico amico e collega Bunna degli Africa Unite, in forma parafrasata e insolitamente intima per lui, ne è un possibile esempio. Il tutto è stato coltivato su di un beat ben poco regolare tra deep house e technostep.

Nel frattempo accade che l'insetto raffigurato in copertina salti da una canzone all'altra tramite un ronzio disposto qua e là tra le tracce. Poggiandosi nelle successive "Random Gargoyle" e "False Step", quello che lo aspetta è un dubstep alternativo nel battito, leggermente più lento del solito e legato a sonorità miste, random appunto, tra il tribale e la derivazione hip hop. È il turno questo della sperimentazione nel campo della hip house.

La seconda collaborazione pesante nell'album entra in scena nella successiva "Fino al giorno in cui". La libertà lasciata a Cosmo di affiancare la sua linea vocale alla base proposta ha portato il cantautore a presentarsi nella diversa veste da simil rapper. Il disorientamento completo del battito, della cassa e dell'inseguirsi nel gioco degli effetti ha invece condotto a scrivere "Neverending" con i Niagara: questa è una delle tracce più demonology e intrigate di "Inner Vox".

Come a breve sarà "Fino al giorno in cui", il peso del primo singolo estratto dall'album è andato, ancora prima che lo stesso uscisse, a "Totem". Il gioco di percussioni assemblate in tempo dispari da Ninja ha un evidente effetto sul consacramento della canzone. Una delle collaborazioni meglio riuscita del lotto è poi sicuramente quella con la giovane cantante e produttrice Birthh. La sua voce riproposta in più tonalità di echi ed estensioni calza benissimo con il synth acid di "Line". Un legame tra IDM in formato etnico ed un finale drum'n'bass ha portato invece alla nascita del successivo pezzo "Realismo magico" questa volta in collaborazione con Populous. In "Club Puritate", nel frattempo, è una suggestiva techno minimal a prendere il sopravvento dell'ascoltatore; tutto ciò prima del gran finale de "I miei nemici" e "Funeral Party". Beat possente da rave per la prima, accompagnata da un testo cerimoniale in stile omelia, sino a concludere con il volume esagitato della drum machine e del synth per la seconda. Ecco che così viene servito il party funerario per l'insetto o per chi si personificherà in lui. Impossibile poter riuscire a sopravvivere anche a quest'ultima prova di dancefloor così tanto vibrante ed eccitante nell'etere.

 

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La recensione Inner Vox di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2017-01-28 10:00:00

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