IndianSummer Low 2017 - Rock, Hardcore, Alternativo

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Un esordio col botto per gli Indian Summer

Che bella la copertina di questo "Low", primo lavoro degli Indian Summer. Anche se a volte è un dettaglio che si tende a trascurare, è sempre bello trovarsi fra le mani una bella copertina come questa: un bel ditone intento a schiacciare un insetto ignaro. Sembrerebbe un bel biglietto da visita e un manifesto che ci mette subito nel mood giusto perché quando parte la prima "The Corner" ci rendiamo conto di star interpretando la parte delle mosche.

Un rock così duro e genuino che cerca di schiacciarci senza pensarci due volte. L'impressione iniziale si conferma con "FNG" seconda traccia di questo ep. Forza pura e cruda, un riff pesante e riconoscibile alla "Black Dog" degli Zeppelin o "Still Of the Night" dei Whitesnake. L'interpretazione di Niki Tonel in questo blues viscerale ci rapisce dai primi minuti. Una voce rauca, cruda, che sembra schizzare fuori dalle cuffie; per non parlare di un timbro a dir poco riconoscibile. La coppia "Core" e "Landmine" è più frenetica, di stampo più punk hardcore.
Apprezzatissimi basso e batteria che in questo frangente ci mostrano il massimo, mettendo su un muro ritmico davvero granitico. Sprofondiamo sempre di più in un vortice di puro rock fatto da componenti di chiaro stampo classico; di un rock anni '70 con elementi moderni e personali della band. L'ultima "Red River" è senz'altro la traccia più bella e che più ci presenta gli Indian Summer; riff di chitarra alla Page del Page/Coverdale project, ossia con un suono crudo, graffiante e che rimane immediatamente in testa. La Tonel si lancia nella sua migliore interpretazione sfoggiando sempre artigli da leonessa e come ciliegina sulla torta abbiamo una parte arrangiata benissimo da sembrare eterea che regala al pezzo una profondità diversa da tutti gli altri.

Un disco scritto e suonato bene ma soprattutto bello, anzi bellissimo. In grado di rapirci in pochissimi minuti, non possiamo non apprezzare al massimo un prodotto che merita una visibilità davvero elevata. Tolte alcune inlfuenze preponderanti rimane infatti l'identità della band che è delineata alla massima definizione. Un ottimo esordio questo degli Indian Summer che speriamo ci regalino il prima possibile la versione disco estesa del loro primo lavoro.

 

 

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La recensione Low di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2017-04-19 00:00:00

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