Plasma Canzoni Inguardabili 2005 - Hardcore

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Cari Plasma,
Una volta Carmelo Bene, parafrasando Kennedy, disse: “Non chiedetevi cosa il teatro può dare a voi, ma cosa voi potete dare al teatro”. A pensarci bene, è una frase che andrebbe applicata ovunque. Voi due ce la mettete tutta a suonare un’elettronica danzereccia influenzata dalla New Wave anni ’80 e cantata in italiano, ma ricordatevi della frase qui sopra. E’ come se tutto il vostro lavoro fosse macchiato da un certo autocompiacimento, qualcosa che non vi fa accorgere nemmeno che l’uso di troppi riverberi sulla voce rende ogni canzone praticamente inaccessibile ad un ascolto veloce e “radiofonico”. Non è questa cosa da poco, per un gruppo che vuole suonare pop. Certe volte siete così attaccati ai vostri modelli da rendere il lavoro qualcosa di così già sentito da rasentare il plagio. Se i New Order chiedessero i diritti di Luce Del Nuovo Giorno, la seconda e forse la migliore traccia del disco, non avrebbero tutti i torti. Queste sarebbero canzoni bellissime se fossimo nel 1989, ma purtroppo ora che scrivo l’anno di grazia in corso è il 2005, e certi suoni, certe soluzioni armoniche, hanno fatto il loro tempo, e a sentirle sembrano irrimediabilmente datate. Sia chiaro, a me piace, e molto, la Factory, Madchester, i Depeche Mode e anche certa elettronica Crauta a cui dite di ispirarvi. Il fatto è sempre quello, cioè che se uno deve sentirsi la loro copia cantata in italiano è meglio che vada a prendersi gli originali, non trovate? Non chiedete dunque alla musica solamente i brividi del comporre, suonare, registrare e risentirvi allo stereo di casa. Chiedetevi cosa voi potete dare alla musica, cosa davvero potete fare di bello, perché è di Arte che si tratta. Vedrete che il resto viene da sé.

Con affetto,
Matteo.

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La recensione Canzoni Inguardabili di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2005-02-28 00:00:00

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