28/04/2017

Spregiudicatezza, rock, spontaneità, potenza. Queste sono solo alcune delle parole che possono essere associate a Le Mura e al loro nuovo disco "Sat Nam". Questa locuzione, Sat Nam, può suonare strana ai più, e in effetti è un mantra yoga che si utilizza durante la meditazione, passione che per un po’ ha accompagnato la vita di Andrea Imperi, cantante e paroliere del gruppo.

Entrando nel vivo a parlare del lavoro, c’è da dire che la cosa che più colpisce sono le parole, i testi. Sono sinceri, diretti, senza filtri. Andrea più che cantare ci parla faccia a faccia, sussurra, riflette e si arrabbia, come se di fronte non avesse ascoltatori ma amici a cui raccontare esperienze, storie, consigli. Sono canzoni che scorrono facilmente e che quasi fanno venire la curiosità di essere ascoltate per sapere tutto ciò che Andrea vuole comunicare. Dopo vari momenti scanzonati e goliardici, in fondo al lavoro, come ultima traccia, troviamo un piccolo capolavoro: "Bestemmierò". È questo un brano che dietro un testo nudo e crudo riesce a raccontare un determinato momento del rapporto di coppia con una maturità, ma al tempo stesso naturalità, disarmante. Anche in questo caso vengono a cadere tutti i filtri poetici che siamo abituati ad ascoltare e abbiamo la dimostrazione che Le Mura sono sì un gruppo da casino ai live, ma che al tempo stesso riesce a raggiungere livelli di scrittura elevati che racchiudono una sincerità non comune di questi tempi.

Anche a livello strumentale troviamo un altro punto di forza di "Sat Nam": i suoni di chitarra e basso che sono stati scelti e riprodotti in studio sono molto curati ma al contempo immediati e realizzano in questo modo una perfetta coerenza di intenti con le liriche taglienti del disco. Anche la batteria segue quest’andazzo: molto naturale, poco processata e quasi (se non) flat.

Insomma un ottimo lavoro per Le Mura, seppur non in linea con ciò che si ascolta in giro oggi giorno, motivo per il quale siamo ancora più curiosi di vedere dove possono arrivare e cosa potranno fare questi ragazzi della capitale, soprattutto ora che sono affiancati da un'etichetta come Maciste Dischi.

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