Age of Cold Through my time 2017 - Metal, Gotico, Nu-Metal

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Una dura critica all'umanità, ammorbidita dal buon nu metal degli Age of Cold.

Critici sin dal nome nei confronti della società odierna, gli Age of Cold hanno saputo incanalare questa rabbia nella propria musica, creando un ep compatto e pieno di spunti.

Si apre con "Ancient Memories" con la quale presentano se stessi e la loro delusione per l'umanità che ha perso il proprio ruolo di guardiana dell'essenza del mondo, divorata dall'avidità e dalle inutili battaglie, e per la quale è ormai troppo tardi.
"Ancient Memories" inizia a presentare anche il loro stile, molto cadenzato, con le chitarre costantemente al trotto e una buona batteria a dettare legge.

Gli Age of Cold sembrano saper portare avanti molto bene la scuola nu metal aperta dai Korn, con veloci cambi di ritmo e stile, passando facilmente da una riflessione interiore ed intimista ad un'accusa urlata rabbiosamente al mondo. Le affinità con la storica band statunitense si notano particolarmente in "Anger's Pathway" in cui la chitarra ricorda quella più famosa di "Freak On a Leash", angosciante e ipnotizzante allo stesso tempo.

È un brano strumentale dal macabro titolo a portarci alla titletrack dell'album, "Through My Time", che si apre a mo' di ballad per poi tornare alle sonorità tipiche del genere che gli Age of Cold conoscono bene, senza mai perdere però il concept dell'album: la razza umana è sinonimo di rovina.

Finchè però ci sarà qualcuno a rappresentanza dell'umanità in grado di raccontarsi attraverso la buona musica come provano a fare gli Age of Cold, allora per l'uomo ci sarà la speranza di diventare una razza migliore.

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La recensione Through my time di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2017-07-10 00:00:00

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