04/08/2017

Il secondo lavoro degli aretini Requie, l’ep "Pedine", è un lavoro potente e aggressivo sia nelle musiche che nei testi. La traccia d’apertura, l’energica "Bestie", è sapientemente accompagnata da un violino che va a rafforzare sia la melodia che la sezione ritmica della canzone.

Si passa poi a "Ti vorrei parlare", canzone che ricorda i Gazebo Penguins, specialmente nel ritornello e nel giro di chitarra; inoltre nel testo si può scovare una semi citazione da "Die Zeit" del Teatro degli orrori: "non hai né un cuore né un cervello, solo vino e caffè e ti consoli così".
"Ogni attimo" è invece un brano ispirato ai primi lavori degli Incubus, contraddistinto da un basso a sostegno della batteria ed un cantato più melodico nel ritornello e più parlato nelle strofe.

Nel complesso "Pedine" è un disco ben registrato che mette in luce il lavoro e le qualità dei Requie. Al tempo stesso però mostra come la band non abbia ancora trovato una direzione artistica ben definita, alla luce dei forti richiami ad altri gruppi presenti nel disco. 

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