18/05/2017

"Voglio sentire la tua percezione del dolore". È la frase d'apertura di questo "Solco", firmato Plutone. La band umbra parte molto forte; suoni duri, ritmi cadenzati e ruvidi e un approccio sicuramente anni '90. La prima "Atlante" suona molto Queens Of the Stone Age, si respira deserto nell'aria e la spigolosità della sezione ritmica attrae immediatamente la nostra attenzione. Sembra una storia già conclusa, invece "Lilla", secondo e forse migliore pezzo di questo lavoro è completamente diversa; melodica, delicata con un accento quasi cantautorale; bellissimo l'arrangiamento dell'organo che dona al pezzo una forte riconoscibilità.
Più si va avanti e più "Solco" suona bene, anzi benissimo, rapendo la nostra attenzione. Si sentono chiare influenze shoegaze, grunge e stoner ma grazie ai testi tutti rigorosamente in italiano (fa' sempre piacere!), il sound della band non risulta mai scontato o noioso. Una nota di merito va sicuramente a Saverio Baiocco, che è senza dubbio un ottimo interprete. In "Anche le Blatte" si percepisce forte lo spettro dei Verdena e più in generale della scena alternativa italiana capitanata oggi da gruppi come i Sula Ventrebianco. La conclusiva "Isabel" invece, è un sogno musicale, leggera, dolce, quasi timida. È forte l'eco di un amore lontano nel testo e anche nella musica; un altro arrangiamento di alto livello che richiama vagamente un'atmosfera cantautorale. In definitiva un ottimo lavoro del gruppo umbro, curato bene sotto tutti i punti di vista; dalla stesura delle canzoni all'interpretazione passando per l'arrangiamento.

 

Tracklist

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