17/05/2017

Avete presente quando passate di fianco ad un gruppetto di ragazzi che una volta si chiamavano adolescenti e ora vengono indentificati come millenials? Ecco molto difficilmente sentirete uscire dagli altoparlanti dei loro telefoni le note di una canzone qualsiasi degli Elephant Claps, gruppo vocale  uscito quest'anno con il loro primo e omonimo album. E dire che il gruppo nato a Milano ha un gradiente ritmico, timbrico e di qualità diffusa indubbiamente pregevole anche partendo dalla prima canzone, la coinvolgente "Afroivo". Composto da tre voci femminili, due voci maschili più una suggestiva beatbox gli Elephant Claps danno l'impressione, nei pezzi più fortunati e meglio rifiniti, di essere una vera e propria macchina, quasi perfetta, che macina quintalata di groove.

Eppure, dicevamo prima, nessun millenials (almeno di clamorosi cambiamenti di trama) li ascolterebbe mai. Come mai? Forse perché, nel corso dell'ultimo decennio, si è perso il gusto per le cose fatte bene? Forse perché i milanesi non sono abbastanza pop e alla portata di tutti? Forse perché la loro immagine dovrebbe essere meglio cesellata e pensata per le nuove generazioni? Nulla di tutto questo. Canzoni come "2Legs" sono belle a prescindere che uno abbia venti, quaranta o sessant'anni ma il vero problema è che tutto quello che fanno, cantano e armonizzano gli Elephant Claps, orientati nella sacra via del jazz vocale e dei ritmi afro, è fuori moda. E proprio per questo il loro contributo è ancora più prezioso.

Se essere fâné e perseguire, sempre e comunque, la qualità è un pregio allora questo gruppo ne ha piene le tasche, i cuori e, naturalmente, le intonatissime ugole. 

Tracklist

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