19/06/2017

È dalla provincia di Lodi che giunge "Animal Society Club", un ponderoso “carrarmato di rock per te” (per citare il Teatro degli Orrori), ed è frutto del lavoro di quattro ragazzi che di musica rock, si sente, ne hanno ascoltata davvero molta. Il disco conta 8 tracce fra le quali si alternano pezzi strumentali ad altri in cui l'imponente struttura ritmica viene alle volte allentata e alle volte inasprita dalla presenza della linea vocale. A metà, tra le chitarre distorte e i livelli di suono caldamente sostenuti, “Live, Sleep and Dream” riporta la calma e prepara alla ripresa con la più rabbiosa “Koala state of mind”, nella quale il cantato si fa ora urlato - forse in un'eccessiva prova di forza vocale -, ora disteso.
Ad una prima parte pià posata se ne contrappone quindi una seconda più ruvida, nella ragione di un saliscendi generale, fino alla chiusura con “Cow”, con la quale il disco esce di scena quasi in punta di piedi, dismesso, sicuramente diverso dall'impressione che sembra avesse voluto dare per la sua intera durata.

I riferimenti musicali sono davvero tanti, da The Jesus and Mary Chain e My Bloody Valentine agli Stone Temple Pilot, passando per Alice in Chains e Soundgarden; è come un imbuto dove è possibile vedere mescolarsi prima di unirsi in miscela i vari colori del rock e le diverse personalità di chi questo disco lo ha pensato e creato. Il risultato è una buona prova, soprattutto dal punto di vista degli intenti e della qualità tecnica, anche se manca un po' di coraggio che con un azzardato passo faccia di questa miscela una miscela davvero esplosiva in grado di conferire al progetto ancora più personalità.

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