NooN band Rami 2017 - Rock, Pop, Alternativo

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I rami dei NooN sono spogli, ma non morti.

È difficile usare metafore arboree senza banalizzare. Le radici, i rami protesi verso il cielo, le foglie che nascono e cadono... ed è subito tema delle elementari sulle stagioni.
I NooN si sono presi un bel rischio a farlo per un album intero o quasi. Quello che salva il loro lavoro dalla stucchevolezza è il tono asciutto con cui vengono trattate varie declinazioni dell'argomento che fa da leit motiv, ossia lo scorrere inesorabile del tempo e i cambiamenti che questo porta con sé, e che sembrano non essere mai per il meglio, né per quanto riguarda le vite di ognuno di noi, né per il mondo e la società.
Sembra uno scenario di desolazione, e per molti aspetti lo è: rami per lo più spogli e immobili, inverni gelidi, vite in scatola, immobili e congelate anch'esse in promesse non mantenute e giovinezze confuse, e pochi squarci di speranza, come nella tenera “Heidi 12 A”.
A spargere luce provvede però la musica, eterea e terrigna insieme, figlia del miglior indie e post rock di origine britannica e nordica, che non disdegna le radici italiane (la cover di “Annarella” non suona fuori posto) e il folk americano di provincia – province tipo Duluth e Aberdeen, per avere chiari certi scenari. Una luce dai toni spesso freddi – la strumentale “Is” è perfettamente esemplificativa nella sua glacialità – ma di quel freddo aurorale che contiene promesse di ore e stagioni più solari.

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La recensione Rami di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2017-07-06 00:00:00

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