15/09/2017

Piccolo gioiello di genuinità e semplicità, "Life, on saturday at 1 p.m." è un album breve ma intenso che prende il blues, il folk, il grunge e gli dona tutta la delicatezza di cui è capace. Musicalmente caratterizzato da arrangiamenti essenziali, trova la sua forza negli arpeggi di chitarra e nei ritmi incalzanti che mettono in risalto una voce altrettanto essenziale, più orientata verso l'interpretazione intimista dei testi che alla perfezione della tecnica canora.

La scenografia musicale è, per la maggior parte del tempo, così chiara e fresca da creare un contrasto (davvero ben riuscito) con la malinconia e l'inquietudine della voce, a volte così scura e graffiante o psichedelica. 

Il viaggio intimista in cui SAT ci trasporta, si apre con il rumore di fondo che si infila nel blues leggero di "Coupon" in cui la voce distorta del cantante ci dà il benvenuto. "Wish you well", forse la canzone migliore dell'album, sposa una chitarra folk d'oltreoceano con la dolce tristezza del testo. "Mr. Weepul" è un lento e inquieto crescendo sonoro, mentre "Seeker" è un blues cupo che accarezza un grunge delicato, poco heavy e più incline al rock classico anni settanta. Sober è una ballata spensierata e distesa che ci accompagna fino alla chiusura con "Road trip", dove torna il blues più ritmato che nell'ultimo minuto si fonde con un coinvolgente jazz.

Nonostante la brevità, o forse proprio grazie a questo, l'album riesce a tenere alta l'attenzione e la partecipazione per tutto il tempo, creando un climax di emozioni che non arriva mai al suo apice e lascia l'ascoltatore con la sete di averne ancora, che è esattamente quello che un disco d'esordio dovrebbe fare.

"Life, on saturday at 1 p.m." non sarà l'album più originale dell'anno, ma è sicuramente un lavoro molto interessante e dimostra che SAT (alias Agostino Bellini) ha talento da vendere.

Tracklist

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