18/04/2017

“C'è freschezza nell'aria e una sorta di amara malinconia.
è un giorno nuovo e qualcosa di nuovo arriverà”

Inizia così il nuovo disco dei Sick Tamburo e ti sembra una frase perfetta. 

"Apriamo gli occhi e capiamo come un sorriso ci porti via"

Già.
Che strano deve essere per Gianmaria e Elisabetta mettersi lì e dire "Dai facciamo un altro disco?" (il 4°!). Chissà come e da dove gli viene la voglia e l'energia, per farlo. E l'ispirazione. Ormai passati millenni dai fasti (e dalla giovinezza) dei furono Prozac+, persi nella loro Pordenone ai confini della provincia dell'Impero, completamente perso il contatto con quanto di oggi si fa in musica - perché i ragazzini oggi ascoltano il rap e gli ex-ragazzini (ora quarantenni) che ascoltavano questa roba ormai di musica non ne ascoltano più, se non le canzoni di PeppaPig o quando vanno al supermercato a fare la spesa - loro stanno lì e suonano e se ne sbattono anche un po' i coglioni - si capisce - andando dritti per la loro strada e senza troppi ragionamenti o sovrastrutture.
“È un giorno nuovo” quindi? Beh nuovo mica tanto, però che bello. Madonna che bello.
Intendiamoci, è la roba meno cool e con meno hype del momento, a distanza siderale da qualsiasi moda o citazione o hipsteria o retromania. Roba chitarra basso batteria e dell'elettronica messa lì facile facile. E però. E però le voci di Gianmaria e Elisabetta sono sempre bellissime, hanno un timbro vocale e un modo di cantare così personale e cristallino che ti portavia, e i testi sono sempre in bilico tra il dolce e l'amaro, tra il disagio e il sogno, tra l'andare e il restare. Le loro canzoni sono come un qualcosa di già ascoltato, ma con delle nuove parole che ti dicono qualcosa, sempre, qualcosa di particolarmente calzante in questi giorni strampalati. C'è della malinconia, sì. Ma soprattutto ci si sente la consapevolezza del prendersi tutto quello che si ha e che si può avere (la passione e l'amore e la voglia di abbracciarsi, di scoprirsi, di scappare, di essere veri in quello che si prova, la voglia carnale).

Per intenderci, questo è un disco che riesce a parlare della fine della chemio così: “festeggeremo la fine della chemio fianco a fianco su quel palco (...) e rimarrano i segni ma il tuo sorriso ha vinto”

E poi le altre:

"Sei il mio demone" ha impianto e chitarroni da piena buca anni '90 (e un testo bellissimo)
"Oltre la collina" e "Perdo conoscenza" sembrano delle bellissime outtake dei TARM (o viceversa?)
"Dedicato a me" ti fa ritornare ragazzino quando proprio a un concerto dei Prozac+ avevi conosciuto la barista del Centro Sociale con cui sei uscito qualche settimana e che aveva un topo che si chiamava Rivolta (storia vera).
"Menomale che ci sei tu" è la canzone d'amore più bella dell'anno.
"Ad altro siamo pronti" e "La fine della chemio" fanno piangere dall'inizio alla fine.

Non lo so, mi fa davvero strano scrivere queste parole, mi sembra tutto così fuori tempo massimo (questo disco e questa recensione) da essere quasi romantico. Una sorta di turismo nella propria gioventù, quando tutto era incasinato ma sia la musica sia l'editoria avevano ancora un senso. Come se fosse la colonna sonora di un Trainspotting 2 in salsa friulana, suonata per dei dolcissimi rimastoni anni '90.

Un disco bellissimo che non ascolterà nessuno. Perchè questo è il 2017 e la vita -da sempre, come dice il poeta- è cattiva (e di sicuro non l'ho inventata io).

“Finchè il sole si alza si potrà capire perché
finchè il sole si alza non si muore non si muore”.

Commenti (4)

Carica commenti più vecchi
  • La Ly 5 giorni fa @lalyberta

    LO ASCOLTERANNO IN TANTI :)
    Personalmente, come atto di amore, non posso non promuoverlo ed obbligarne l'ascolto a tutte le persone di cui ho stima e per cui provo affetto, so che non può non piacergli (e infatti sta piacendo, eccome!). So che non condividerlo è un atto di disamore.
    Complimenti da una 30enne bionda.

  • Giulio Pons 3 giorni fa @pons

    Bravo Fiz. La tua rece coglie anche il mio sentimento, la malinconia è una componente fondamentale, ma c'è un sacco di amore. Sono entrato in risonanza con questo disco, capisco ogni testo, sento mie le loro parole. C'è la sensazione di aver perso la spensieratezza, certo, ma non si è tristi, o almento non troppo, perché è così, perché dopo tutto siamo diventati più forti e più belli.

  • Alessio 2 giorni fa @AlessioVolpato

    invece farò di tutto per farlo ascoltare a chi mi sta vicino.
    Perchè questo è un grande album

  • Alessio 2 giorni fa @AlessioVolpato

    invece farò di tutto per farlo ascoltare a chi mi sta vicino.
    Perchè questo è un grande album

Aggiungi un commento:


ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati