23/03/2005

“Vittime innocenti” è una sorta di inno alla pace in salsa rock-blues. Dispiace che un intento così nobile sia stato incorniciato in una struttura musicale piuttosto banale – in quanto portatrice del nulla più assoluto in termini di innovazione -, per giunta con cambi ritmici e fraseggi a dir poco fuori luogo. Quel che ne viene fuori è un pezzo slegato, che tenta di fare il verso allo Zucchero dei primi tempi – e, tautologico, non ci riesce. I versi, poi, cadono a dir poco dal regno della scontatezza. Più decisa e compatta “Stravolto dal tuo corpo”, dove stavolta l’alternanza scossa/calma riesce a dare i suoi frutti. Anche se i testi sfiorano l’inascoltabilità – il missaggio poi sistema la voce in posizione assolutamente sovrastante rispetto agli altri strumenti. Decisamente rockeggiante “Il volo”, con un buon intro che è tutto Ligabue. Solo l’intro, però. Poi il pezzo si slega, si scioglie, si sfilaccia.

I Mushma insistono troppo in cambi di ritmica il più delle volte assolutamente insensati, messi dentro allo scopo di intarsiare a strutture rock-blues venature hard-rock che ci stanno come la trippa e le cozze. Il disco va avanti sulla falsa riga di quanto detto finora, con “Corri” che almeno ci fa sentire qualche bel solo di elettrica. “J.d.” torna a scimmiottare il Liga, salvo che si scioglie in un elementarissimo rock ‘n’ roll. Troppo elementare: gli standard si rifanno eccellendo, altrimenti si tenta qualcosa di nuovo. Chiude “Solo”, idem come sopra.

I Mushma andranno discretamente dal vivo, dove il rock-blues, anche se non impeccabile, paga sempre. E dove, sinceramente, credo rendano di più. Su disco – anche per un missaggio piuttosto arido – segnano il passo. Serve una prova di qualità. Qui c’è quantità, qualche spunto, qualche fraseggio discreto e dei testi francamente fanciulleschi.

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