Bassi Maestro Mia Maestà 2017 - Rap, Hip-Hop

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Un autentico punto di riferimento.

L'ultimo disco era del 2013, quasi un'era geologica se si pensa a quanto successo nel rap italiano, eppure non possiamo parlare di un ritorno: Bassi Maestro ha sempre mantenuto una certa presenza sulla scena tra strofe, produzioni, una web-serie di qualità e l'inizio di un'avventura discografica tutta dedicata al vinile (soltanto con l'uscita di questo "Mia Maestà" l'etichetta Com'era è approdata al digitale).

La scrittura è sempre immediata, schietta, senza troppi fronzoli, concreta. Bassi ha più di 40 anni e continua a fare rap raccontando sé stesso nella stessa situazione di sempre: il vivere la propria quotidianità lavorando con la musica. Ancora una volta, si racconta e lo fa con lucidità; Bassi ora ha una famiglia da mantenere e si è confermato più volte uno dei padrini del rap italiano grazie alla "fotta" (termine che non viene più usato da qualche era geologica del rap italiano che indica un forte entusiasmo) che continua a dimostrare. "Pensavo sempre al portafogli / adesso porto i figli / resto sul pezzo e mi scarico i nuovi dischi" è un po' il manifesto di quest'attitudine: dall'ambizione giovanile alla stabilità del padre di famiglia, Bassi Maestro non ha mai perso la passione per questo genere.
Brani come "Ancora in giro", "Fottuto O.G.", "Non muovono il collo" insieme a un buon Fibra, "Nessuno può togliermi quello che ho" e "Un'altra specie" sono solo alcuni dei brani che segnalano il trasporto con cui il rapper meneghino vive questa cultura: omaggi per gli originatorz che lo hanno ispirato; una bella presa in giro per il pubblico giovane che non muove il collo, gesto tipico delle hiphop headz; proclami di originalità e momenti di riflessione sul proprio status quo nella scena.

Si diceva che Busdeez è estremamente pragmatico ed effettivamente non vengono dimenticate le difficoltà economiche ("Pochi soldi" insieme a Vegas Jones e "$$$") né l'attualità: si parla ad esempio di guerre di religioni ("Stragi per strada da qui a San Francisco, ma chi è Gesù Cristo? / chi è Gesù Cristo? Ma chi è Gesù Cristo?" è la domanda che Bassi pone nel finale di "Gesù Cristo" dopo aver dipinto un novello messia gangsta) e dell'invasività d'internet (gli skit "Social Man" pt. 1 & 2). Non manca infine un brano denso di rap come "Benvenuti a Milano" insieme ai giovani Lazza, Lanz Khan, Pepito Rella, Axos.

Il suono richiama certamente i classici della golden age (Naughty By Nature, per esempio) ma riesce comunque nel non suonare vecchio o stantio, merito anche dei diversi cambi di atmosfera da cui molti brani sono caratterizzati ("Ridefinizione", il primo brano ne ha ben tre, tutte ben distinte) e che incentiva più che mai a seguire la tracklist prevista da Bassi.

Un disco solido in cui Bassi si racconta in modo diretto e personale, l'ennesima conferma di quello che è forse il rapper più coerente e costante del genere qui in Italia. Un autentico punto di riferimento.

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La recensione Mia Maestà di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2017-07-24 00:00:00

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