11/10/2017

The Shapes danno forma al loro riscatto dai dolori, dai problemi che soffocano la nostra voce e che ci fanno ansimare. "Waypoint" apre con un respiro liberatorio, "Breathe".

"Now It’s time to break chains". Rompere le catene, liberarsi dalle pene con il modo più efficace che abbiamo a disposizione: la musica. Gli anelli li forza l’irrompere della chitarra al quarantesimo secondo che porta i volumi su e accelera il fiato. "No pain, no gain" suggerisce la bella voce di Gabriella, accompagnata da tutta la formazione di chitarra, basso, batteria e synth.

L’intimo loro respiro tocca tutti e con il secondo brano si passa ad affrontare un problema sempre più attuale e universale. "Fact Checking" accusa il mondo delle fake news e i suoi fautori: siamo sommersi da un coacervo di informazioni per cui “we all became so blind” e siamo tutti “ doped up”, così poco lucidi di fronte a tutto questo.

Il terzo brano dell'ep ci illumina un po' il cammino: ”You’ll see the lights in any face with anything to chase”. La melodia si fa più distesa rispetto al ritmo spezzato e circospetto del pezzo precedente. "Lights" ci invita a difenderci, farci spazio tra le ombre e vedere la luce in chi ci sta accanto.
L’ep si chiude con "Vilnius", una dedica all’omonima città lituana, dove si respira libertà e nei cieli argentati “I can find your face”, nonostante la distanza a dividerci.

"Waypoint" può essere una destinazione, un punto di passaggio programmato per un viaggio o semplicemente un punto di riferimento utile per la navigazione, ma con quattro semplici brani pop-rock ci dà le coordinate per non perderci e cercare di dare spazio al bello. Alla fine, come ricordava il caro Calvino nelle Città Invisibili si tratta solo di “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.” Gli Shapes con "Waypoint" ci sono riusciti.

Tracklist

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