29/03/2005 di Jack Nessuno

Se la rinomata rivista britannica The Wire dedica una recensione a un disco underground come questo significa che la scena elettronica italiana ha ormai guadagnato all'estero un'attenzione di tutto rispetto. Di stanza a Torino, stessa città di Larsen, My Cat Is An Alien e Daniele Brusachetto, Ashtool si inserisce nel solco tracciato da questi musicisti con lunghe composizioni strumentali a metà strada tra ambient, musica industriale ed elettronica di ricerca. Gli strumenti utilizzati sono sintetizzatori, batterie elettroniche e campionatori, ma anche chitarre che si intrecciano cercando di produrre una sorta di composizione astratta che presenti al tempo stesso una melodia riconoscibile.

Ad essere sincero, però, non mi sembra che questa opera di Ashtool (al secolo Mirco Rizzi) rappresenti al meglio quanto di buono realizzato dai musicisti elettronici di casa nostra. Per quanto a tratti apprezzabile, colto e sinceramente scostante, questo cd ha un problema fondamentale: la sua durata. Sarà forse bello leggere sul lettore il tempo totale di un'ora 11 minuti e 11 secondi, ci saranno forse riferimenti concettuali in questo, ma è veramente estenuante arrivare in fondo all'ascolto e resistere alla tentazione di premere il tasto dell'avanzamento veloce. Alcuni brani (ad esempio gli ultimi due) sono proprio tirati per le lunghe e almeno una buona metà dell'album poteva essere tagliata.

Valga per Ashtool quello che ho scritto per l'ultimo lavoro di Fausto Balbo. Sembra di assistere ad episodi di tardo prog nel quale a prevalere sono ottuse concettualità e virtuosismi gratuiti. In realtà quello di cui si sente veramente bisogno oggigiorno è una cernita più spietata del materiale da incidere e un maggiore sensibilità al fatto che i cd devono essere ascoltati.

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La recensione Ashtool - Recensione - Electrosoundphrasesinth[ou]gh[t]s di Jack Nessuno è apparsa su Rockit.it il 25/08/2019

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