14/11/2017

Per il loro ep di debutto, "Rudeness", i Dirty Speed portano quattro tracce sul confine tra il metal furioso alla Motörhead e il punk lineare e fracassone dei Ramones. Questa scelta delinea da subito il target del loro disco: se pensate di trovarci all’interno rivelazioni mistiche o epifanie di bellezza celestiale, siete decisamente fuori strada.
Questo è un disco di chitarre molto distorte e voci urlate che, rispettivamente, suonano e cantano pezzi energici e veloci per il piacere di far muovere la testa e far saltare le persone. Fino a qui, ovviamente, niente di male.

I problemi nascono piuttosto dal fatto che le quattro tracce risultano essere dei copia-incolla rispetto ai sopracitati modelli di riferimento: se da un lato rispettare tutti i sacri crismi del genere garantisce di non sbagliare nulla, dall’altro è una soluzione che spesso impedisce la creazione di qualcosa che sia veramente originale. E questo ne è il classico esempio.

Pur non essendo un brutto disco, "Rudeness" manca di quel qualcosa che possa portare chi lo ascolta a volerlo sentire una seconda volta. Un po’ più di coraggio e di voglia di osare non avrebbero fatto male.

Tracklist

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