08/02/2018

Bakemono letteralmente indica qualcosa che cambia ed è il nome di creature soprannaturali capaci di mutare aspetto nel folklore giapponese. Bakemono è anche il nome scelto da Giuseppe Mascia per il suo progetto acustico e solista. Bakemono diventa quindi anche un cantautore romano che sa avvolgere con melodie semplici e pulite, intrise di chitarra acustica, di una voce intima e delicata che sa prendere per mano senza strattonare, sa stare accanto sussurrando quando si cammina nella calma di un paesaggio in cui non ci sono rumori e distrazioni.
L’ep omonimo raccoglie cinque brani che seguono tutti più o meno la stessa direzione: brani in inglese che parlano di perdono, di cambiamento, di rinascita, di ritorno a casa (e non a caso anticipa il disco, uscito a novembre per la 29Records, dal titolo “Take me home”). Ad accompagnare le parole, sussurrate o pronunciate con più enfasi, l’immancabile chitarra acustica, unico strumento che permette di non cedere a ulteriori distrazioni e concentrarsi su parole e melodie.
Così per esempio “Camille” abbraccia delicatamente il folk, fischietta per più della metà della canzone e poi afferma “I don’t care”, che è l’unica frase di tutto il brano; “Everything you need is already inside you” è la convinzione che le risposte a tutte le domande siano già dentro di noi. Ultimo brano è “I’m coming back home”, la chiusura del cerchio e poi un nuovo inizio. È la necessità di tornare a casa (“darling, take me home”) per poter ricominciare.
Insomma, Bakemono EP è un disco intimo e introspettivo, delicato e avvolgente, calmo e pacato nei modi, piacevole nel suo saper stare accanto quasi silenziosamente. Non sconvolge e non sorprende, ma resta sempre gradevole all’ascolto.

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