Roberto Donati City man 2005 - Strumentale, Pop

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E’ un lupo solitario Roberto Donati. Se lo sia realmente nella vita non lo sapremo mai - sono affari suoi del resto - ma musicalmente parlando sembra non dare adito a dubbi di sorta. Già me lo prefiguro, chiuso ermeticamente nella sua stanza e alienato dal mondo, totalmente assorto nella ricerca dei suoni giusti per colorare le sue creazioni melodiche.

Roberto Donati altro non è che una vecchia gloria del pop italiano anni’60 (già con i Bat-Bat e i Desperados) poi reinventatosi negli anni’70 polistrumentista specializzato in colonne sonore; ben avvezzo a smanettare tastiere, chitarre, basi-midi e altre diavolerie elettroniche è oggi un “eremita tecnologico” che ha timidamente concepito un promo-cd senza pretese, suonando tutto il suonabile, con il solo intento – almeno così traspare dall’ascolto – di divertirsi piuttosto che divertire gli altri. Tale approccio, del resto, non farebbe una grinza se non fosse per un’evidente anemicità dei suoni e dell’esecuzione tecnica che rendono l’ascolto di “City Man” fin troppo asettico e monodimensionale; chissà, forse l’apparato tecnologico del nostro one-man-band non era particolarmente adatto ed evoluto per le sue ambiziose mire compositive; fatto sta che talvolta emerge, suo malgrado, un’eccessiva artificiosità delle orchestrazioni tale da rendere alcuni passaggi strumentali simili alle demo delle vecchie pianole Bontempi! Insomma, avete presenti quelle pizzerie del Nord che per ricreare l’inimitabile atmosfera di Napoli si limitano ad appendere al muro un quadro del Vesuvio e una maschera di Pulcinella? Ecco, il Donati lascia praticamente alla sola chitarra il compito di ricreare le atmosfere, siano esse country-western come in “Redskin”, blues come in “Midnight Blues” o swing-fusion come nella finale “In your life”, supportando il tutto con accompagnamenti ritmici filiformi ed esangui. Per quanto piacevoli le sue scarne melodie non si prestano assolutamente ad un ascolto casalingo, risultando funzionalmente più adatte all’animazione di placide serate danzanti in balera, come del resto lo stesso background del Donati sta a testimoniare.

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La recensione City man di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2005-04-04 00:00:00

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