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RECENSIONE
26/02/2018

Riverberi, distorsioni, dissonanze, psichedelia: non c’è altro nel menu di “Generazioni” dei 23 And Beyond The Infinite e, in effetti, non c’è assolutamente bisogno di chiedere nulla di più, perché quello che c’è è più che sufficiente per scatenare il caos e far partire la festa. La band campana ha caratura e credibilità per addentrarsi in un territorio nebbioso e oscuro a metà tra lo stoner più acido e una certa idea di shoegaze che traspare dalle chitarre. “Diva Futura” è un pezzo freddissimo e tagliente, immerso tra echi che si intrecciano e voci che si perdono. “The Wise Man Song” sembra una versione rallentata e molto blues degli A Place To Bury Strangers, con tutto quello che ne consegue in termini di impatto sonoro. “Reim” e “Meringue” chiudono il disco con stile e una particolare veemenza. Così si fa.

Tracklist

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