14/03/2018

Inizio acerbo per i Breaking The Fence. "Niente rimane" è interamente fatto di e con le buone intenzioni, ma non riesce a rompere la transenna come vorrebbe. Si tratta però del primo ep per la band padovana, quindi c'è e ci sarà tempo per mettersi a tavolino e studiare meglio le proprie capacità, capire bene che direzione prendere, in modo tale da riuscire a sollevarla quella transenna e lanciarla via lontano.

Quello del gruppo di Padova è un rock che oscilla tra punk, accenni metalcore e momenti progressive che ha degli spunti interessanti a tutti gli effetti, ma forse poco approfonditi. "Niente rimane" è carico di quella rabbia post-adolescenziale, la rabbia e la frustrazione di chi a vent'anni si ritrova un po' perso, incerto sul proprio futuro. E incerto è anche questo disco. Un po' troppo "già sentito", forse poco coraggioso e con poco mordente. Un lavoro che non riesce del tutto ad uscire dalla routine, con una voce ancora sottotono per il genere e con una personalità un po' traballante, che sembra più un insieme dei vari gruppi che, con molta probabilità, hanno influenzato i Breaking The Fence, senza però andare oltre di molto. Particolarmente degna di nota "Santa Marta", quasi un inno generazionale e pezzo di spicco dell'intero ep.
Il tutto è ancora morbido, la rabbia dei Breaking The Fence punge fino ad un certo punto e sfocia purtroppo nel ripetitivo. Ma le possibilità per fare molto di meglio ci sono tutte. E la fiducia in questi cinque ragazzi è molto alta.

Lasciatela sfogare questa rabbia. Può portare a grandi cose. 

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