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album in Silence - Jade

recensione Jade in Silence

Sugar Music / Universal 2005 - Rock

RECENSIONE
05/04/2005 di Jack Nessuno

Chi leggendo la dicitura “About rock” stampata sulla copertina di questo album si aspetta musica ruspante e legata alla madre terra rimarrà parzialmente deluso. I Jade interpretano un rock sottile, fatto di piccoli passi sul tappeto, come se qualcuno dormisse nella stanza accanto. Già dal titolo lo si poteva intuire in effetti: “In Silence” è un album silenzioso. Non che manchino momenti energici, è piuttosto l’impressione globale a non “risaltare” mai, come una serie di foto sfocate appiccicate al muro.

Musica quasi d’ameublement per dirla alla Satie: emozioni semplici, roba che si può evitare di sezionare meticolosamente col cervello tra le mani.

Undici le tracce, tutte cantate con una voce pulita che raramente si concede ai timbri aspri, preferendo un’impostazione legata al mondo classico. Un po’ come Matthew Bellamy dei Muse, con lo stesso fastidioso utilizzo del falsetto ed un quarto della spinta energica. La parte strumentale fa il suo lavoro senza disturbare, con una componente ritmica decisamente di contorno alla voce ed un duetto di chitarre che forse potrebbero risparmiarsi inadeguati guizzi solisti ogni tanto.

Preso nella sua globalità, questo lavoro presenta momenti piacevoli non rari, partendo dalla traccia d’apertura “Song in A minor”, passando per “Acid Heart” e “Jean Jacques”, fino alle ultime tracce tra cui spicca dolcemente “Daphne”. Notevole anche “Opera”, nata da una collaborazione con Elisa, artista accomunata dalla scelta espressiva anglofila, sebbene i Jade usino qua e là rendere omaggio anche alla lingua dalla erre moscia. Un album piacevole che non si impone, adatto a fare da sottofondo quindi, anche se in un genere inflazionato come il pop/rock bisognerebbe andare oltre, scrivendo melodie che lascino curve evidenti nello spazio tempo.

Il rischio che i Jade non lascino grossi segni è grande infatti: troppo intimi per imporsi nel pop e stilisticamente troppo poco ricercati per trovare una collocazione nelle avanguardie. Ma forse è troppo presto per giungere a queste conclusioni. I posteri e top of the pops avranno l’ultima parola.

Tracklist

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