29/01/2018

Scrivere coccodrilli fa parte del lavoro di giornalista, ma non è un'attività ingrata o macabra come sembra: mentre lo scrivi non pensi alla morte ma ti concentrisulla vita e le opere del personaggio, su quello che resterà e non su quello che finirà. È, in fondo, una cosa che conferma il fatto che è la morte a dare senso alla vita: chi è che si preoccuperebbe tanto di fare, di fare bene, di lasciare un segno, se avesse l'eternità a disposizione?
Il nuovo album di Filippo Cecconi AKA Effe Punto fa questo, parte dalla morte per parlare della vita e raccontare le storie delle persone, proprio come i coccodrilli. Lo fa con stile elegante e colto, disseminando riferimenti culturali che quasi sfidano l'ascoltatore: ad essere attento, a cogliere le citazioni - da quelle più esposte come in “Brave Persone” col suo omaggio agli Afterhours di “Quello che non c'è” a quelle meno trasparenti e forse nemmeno cercate, come nel titolo pavesiano “Il fuoco e la luna” o nell'ispirazione Miyazakiana dell'epica “L'anno del leone” - e a scoprire sempre qualche nuovo dettaglio. Dettagli a cui l'ex Ministri è molto attento, nei testi appunto, ma anche nella musica, dove riesce sempre ad arricchire un cantautorato abbastanza tradizionale con particolari e sfumature che danno personalità anche quando sono ben presenti i padri musicali – De Gregori su tutti, vedi ad esempio “Il povero diavolo” o “Capitano” - e modernità anche se gli strumenti utilizzati sono tutti rigorosamente analogici e vintage.
Una sfida, o un invito se non vi piace il termine, a non distrarsi, cosa difficile di questi tempi, ma quando ci si riesce si possono trovare belle soddisfazioni.

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La recensione Effe punto - Recensione - Coccodrilli di Letizia Bognanni è apparsa su Rockit.it il 24/08/2019

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