25/01/2018

Bom bobobooom: un incedere maestoso, una carrellata epica, una marcia trionfale. “Che gli dei ti proteggano” è il suono della fisicità e della lotta, un divertissement evocativo che prende vita per omaggiare le colonne sonore del cinema Peplum italiano degli anni ’50 e ’60, con cavalcate orientaleggianti, stilettate protometal e orchestrazioni sinfoniche, per un risultato che è psichedelico fluire di elementi barocchi, sperimentali e suggestivi. Il progetto di Alessandro Grazian, che coinvolge molti altri musicisti (da Mario Arcari ai fiati a Nicola Manzan ai violini), è nato con lo scopo di divulgare il genere con la trasmissione radiofonica dedicata "Torso Virile Colossale Radio Show", per diventare poi vera e propria celebrazione di un’epopea filmica: in ogni brano sembrano affacciarsi fotogrammi di scene eroiche, si percepisce la tensione muscolare dell’ingaggio, i pensieri notturni prima della battaglia e le carezze voluttuose di amori esotici.

Dal procedere incalzante e terrifico di “Lotta” alle morbidezze avvolgenti e sensuali di “Le Vestali”, dal bombardamento sonoro di “Macigno” all’incedere roboante e solenne di “Marcia virile”, tutto si incastra perfettamente in una visione ben precisa: trasformare qualcosa che appartiene al passato in una concreta presenza contemporanea, e farlo con gusto e piacere. Perché una cosa che risulta evidente è che Grazian e i suoi sodali hanno realizzato questo album per e con passione, una passione per quel mondo che viene fuori così bene da questo lavoro da coinvolgere chi ascolta appieno, e la ricerca che ne è alla base rende “Che gli dei ti proteggano” un esperimento riuscito, proprio grazie alla voglia e alle intenzioni con le quali è stato concepito e suonato.

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La recensione Torso Virile Colossale - Recensione - Vol.1 - Che gli dei ti proteggano di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 23/07/2019

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