21/03/2018

Partirò subito dando una brutta notizia -la vita mi ha insegnato che è buona norma comunicare questo genere di cose il prima possibile e nel modo più limpido: l’ascolto di “Love after the End of the World”, secondo album della band romana Pure, suscita noia, ed esso si trascina per inerzia più che per autentica volontà di scoprire cosa riserva il disco. Mi rendo conto di quanto questo giudizio possa risultare pesante e sgradevole: credo che qualsiasi artista preferirebbe vedere le sue creazioni etichettate come “brutte” o comunque in grado di suscitare pareri negativi ma vivi e accesi, piuttosto che vederle confinate nel limbo dell’indifferenza e del disinteresse.

E tuttavia bisogna essere onesti: “Love after the End of the World” non è un disco brutto, solo noioso. La direzione adottata è quella di un rock semplice e liscio con una venatura elettronica, e si spazia dai suoni più acustici di "Prologue" e "Rain" a quelli più effettivamente orientati al rock come "Awake" (il pezzo più valido dell’album) e "Ash in the Wind". Quest’ultima è però gravata nel finale da più di un interminabile minuto e mezzo di outro corale che mette a dura prova la tempra dell’ascoltatore.

Ma al netto di specifici difetti, ciò che danneggia più di tutto questo disco è che i suoi pezzi non riescono ad avere un’identità propria, che li distingua dalla traccia precedente e da quella successiva della tracklist. Le canzoni scivolano via una dopo l’altra nella relativa indifferenza dell’ascoltatore; si avverte presto un crescendo di “già sentito” mano a mano che si procede nel disco, con ogni pezzo progressivamente sempre meno distinguibile dai precedenti. Il disco è finito e lo abbiamo ascoltato, ma lo abbiamo davvero sentito?

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La recensione PURE - Recensione - Love After The End Of The World di Davide Bonfanti è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

Commenti (3)

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  • doriangray1999 22/03/2018 ore 10:15 @doriangray1999

    sarà anche un disco noioso ma visto la tanta merda che gira in Italia è sicuramente un disco apprezzabile per come è stato prodotto.......
    i miei compli ai ragazzi
    Marco

  • matad01 24/03/2018 ore 09:48 @matad01

    Veramente ragazzi avanti così... sento musica e vedo concerti dagli anni settanta e posso dirvi che la vostra musica (nel vostro genere, ipotizzo Kings of Convenience, Bon Iver, magari con qualche punta di rock in più) non è niente male. Sicuramente meglio di tanta immondizia circolante (ma avete sentito, e non è tra i peggiori, il nuovo disco dei Ministri?????). L'unico appunto è la durata, oltre i 40 minuti tenere questi ritmi non è facile... in bocca al lupo

  • PURE 27/04/2018 ore 15:11 @PURE

    Grazie mille per i vostri commenti che aiutano sicuramente a migliorare il nostro approccio e nostro sound !
    PURE

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