23/04/2018

Seconda opera per i Casablanca: il gruppo formato dall'idea di due ex Deasonika più Giovanni Pinizzotto e Rosario Lo Monaco torna con un altro lavoro che mischia un rock sporco con un cantautorato attraversato da una forte vena nostalgica.
Il risultato è un introspettivo concentrato di buon rock italiano niente male.

Da pezzi più melodici come "Ti scriverò da qui", romantica e malinconica ballata, e "Minuetto", che tuttavia mantiene un certo tono cupo e quasi una certa cattiveria, a brani più esplosivi come "Un punto di sutura" e "Un taglio in bocca", in cui la band tocca suoni più sullo stoner, accentuando in qualche modo un dolore interiore che vuole esprimere attraverso ogni nota. La formazione milanese si muove tra sonorità acide e momenti più puliti, alla ricerca di un modo per lenire un tormento che viene da dentro e che incide la voce di Max Zanotti ed ogni singola parola, quel tormento che viene davanti ad una strada da intraprendere, un incrocio di fronte al quale dobbiamo sapere cosa fare, mettendo in conto troppe cose, accantonandone molte altre.
"Pace, violenza o costume" è un lavoro interessante e piacevole, un rock coinvolgente che attinge dal grunge anni novanta e da qualcosa di più progressive. Un rock deciso che racconta la vita di tutti i giorni, la vita fatta di scelte e di ciò che esse comportano.

Un lieto ritorno in questo 2018, un gruppo che aveva già convinto al primo lavoro e che conferma le aspettative.
Se la vita è fatta di indecisione e incertezze, i Casablanca sembrano invece essere molto convinti e molto chiari, senza troppi giri di parole.

Tracklist

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