07/05/2018

“I'm just a fragile human being”, canta Aurora D'Amico in “Human Being”, ma la fragilità sembra essere solo uno dei tratti della personalità di una giovane artista che prova a mostrarceli tutti, o almeno una buona parte, in un album che lei stessa paragona a un diario. Un diario che è un po' resoconto intimo un po' racconto di viaggio. Aurora racconta con voce limpida e schietta i suoi alti e bassi emotivi guidando lungo strade e paesaggi musicali vasti e verdeggianti, dove fermarsi a contemplare un orizzonte dai profili nordici, malinconici e antichi (“In The Landscape”, “The One Who Fell Instead”), raccontarsi storie senza fretta, come facevano i menestrelli, o i bluesmen (“A Way For Me”, “What You Knew Before”), accennare un ballo sull'erba, in quei momenti in cui pare di vedere “colors everywhere and flowers in the air” (“Changing For You”) e lasciare, anche solo per un attimo, che la tenerezza e la fragilità facciano posto alla rabbia (“Oceans Between Us”).
Alla fine del viaggio resta un diario scritto con passione e bella calligrafia, da sfogliare nei momenti di nostalgia, per arrendersi dolcemente.

Commenti (2)

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  • Andrea Casale 3 mesi fa @andreacasale

    L'ho sentito tutto. Non c'è che dire, è un disco molto bello, capita poco spesso di sentire in Italia musica così. A me è piaciuto molto.

  • Aurora D'Amico 3 mesi fa @roradamico

    Ciao Leitizia! Grazie mille per questa bellissima recensione!!

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