18/04/2005

Motel Voodoo. Un nome così mi porta subito ai Motel Connection. Curiosissima predispongo la mia mente a suoni campionati, ritmi ballabili e carichi di adrenalina. Metto su il cd.

Quasi non ci credo: aspetto i nuovi Subsonica e trovo il rifacimento dei Timoria. Ritorno indientro nel tempo. Sono gli anni di "Senza vento" e "2020 Speedball": stereo e walkman consumano avidi cd e cassette, le chitarre intonano Verso Oriente e io penso di aver scoperto uno dei migliori gruppi italiani del momento. Mi sento bene, soddisfatta. Discuto della bellezza dei testi, degli accostamenti fra le voci di Omar Pedrini e Francesco Renga. Registro le loro apparizioni televisive su VideoMusic. Mi interrogo su quale dei due vocalist sia maggiormente virtuoso.

Erano i primi anni del Liceo. Quelli dei diari affollati di canzoni e nomi di cantanti. Anni carichi di ingenuità.

Probabilmente chiunque ha vissuto la sua "fase Timoria". Almeno per me è stato così e il pensiero di non essere l'unica mi aiuta ad accettare la follia passata.

Adesso la voce di Francesco Renga mi fa quasi rabbrividire. Troppo ostentata. Quella pesantezza e carica melodrammatica viene enfatizzata dai Motel Voodoo tanto da rendere faticoso l'ascolto. Un rock melodico per certi aspetti decisamente fiacco, per altri sconcertante. Elle, proposta anche nella versione acustica, scorre senza lasciare traccia. La stessa cosa accade con Solamente adesso. Soli sembra offrire un attimo di sollievo: il suono richiama l'attenzione, coinvolge, ma il sopraggiungere della voce rovina tutto. Disco Tipa poi propone un testo che è tutto un programma: ascoltare per credere.

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La recensione Motel Voodoo - Recensione - Partenze di Sara Loddo è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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