Pin Pin Sugar s/t 1999 - Sperimentale, Rock, Jazz

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Se “Cervello di gallina inchioda zucchero”, dove sta la Bellezza? I Pin Pin Sugar, con una canzone che si intitola proprio così (lo giuro!!!), non sapranno certo indicarvelo. Pigliate quindi pentagrammi di qualsivoglia natura (free-jazz o funky che tanto va tutto bene),scioglieteli in un latte di noioso pensare e aggiungete abbondante succo di cervello; la brodaglia di presunzione ottenuta è la componente chiave di questo lavoro d'esordio omonimo. Mettete in forno, cioè nel lettore cd, spingete play e aspettate 17 minuti circa... un giro di cottura (per le vostre orecchie), dovrebbe bastare. Ora, tappato il naso, riprendete in mano il piatto fumante, girate intorno al magma kaotico e guardateci dentro…cosa c'è? Già. Cosa? Oltre a un basso nevrotico, testi ridicoli, dissonanze e cercati fuori tempo. Il tutto corredato di spigoli vari…cosa resta? Noia. Con la faccia seria di chi sta facendo Arte. Ragazzi miei, i Primus sono lontani anni luce…

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La recensione s/t di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 1999-12-12 00:00:00

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