12/03/2018

Ok amiamo i paradossi, talvolta troppo, tuttavia per poter parlare in maniera efficace di questo "Landscape" dei Magasin du Café consentiteci di usarli. Questo disco, molto ben suonato per carità, ricopre lo stesso ruolo di un partito marxista-leninista, di ispirazione fortemente extraparlamentare e "settantasettina" al giorno d'oggi: ovvero suona inattuale, un po' alieno e certamente altro rispetto a quanto siamo abituati a sentire per radio o tramite i nostri servizi di streaming preferiti. E non è detto, per forza di cose, sia un danno a prescindere, ma non è neppure tutto questo merito.


Ci spieghiamo meglio e per farlo citiamo il comunicato stampa della band "Landscape è un’anomalia poetica, un album coraggioso ma non difficile, in bilico tra modernità e tradizioni importanti, come la musica classica, il tango, il gipsy jazz e la musette francese". Tralasciando il linguaggio, anche aulico, va detto che quanto detto è sincero e corrisponde esattamente a quanto potrete ascoltare nell'album. Prendiamo "Landscape", la title-track, la prima traccia: tutte le influenze sopracitate si rintracciano con grande facilità in questa canzone, che dura 4.24 e che dà l'impressione di poter andare avanti praticamente all'infinito.


Ecco, proprio qui, sta il vero punto debole dei Magasin du Café. Perché se è vero come è vero che i nostri sanno suonare e realizzano un album elegante e ben cesellato, quello che viene meno è l'ispirazione, quel tocco bruciante che ci fa saltare sulla sedia e dire "Cavolo, questa sì che è qualcosa di nuovo con personalità". Ok, ve l'abbiamo detto all'inizio, non ci si può aspettare molto di nuovo da chi, come la band in questione, si ispira al passato, tuttavia un conto è il gusto vintage, un conto è l'effetto "Maisons du Monde": ovvero eleganza di sicuro, ma non tutta questa personalità. Ecco quindi che un partito di Sinistra extraparlamentare, una catena di arredamento e un gruppo musicale trovano qualcosa in comune: buoni spunti ma non molto di più.

Tracklist

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