09/04/2018

Alberto Nemo ricomincia esattamente da dove si era fermato un anno fa, perseverando nella sua sperimentazione musicale fondata sui contrasti emotivi e sui dualismi vita/morte – bene/male – luce/tenebre, nonché su quelle sonorità palindrome con accordatura aurea a 432Hz che già caratterizzarono il primo capitolo di "6X0".

Per lui, dunque, nulla di nuovo ma per noi, anche a questo giro, niente di convenzionale o minimamente scontato: l’intimismo struggente del musicista veneto perdura nella sua cupezza prevaricante ma la dimensione onirico/spirituale dalle tinte mistico-cinematografiche in queste sei nuove composizioni si fa più marcata, rispetto al debutto, e prende il sopravvento sulla componente terrena; il tutto sempre all’interno di quel collaudato perimetro atmosferico che va dal dark alla lirica, toccando il musical gotico e le partiture classiche, e dove l’interpretazione totalizzante di Nemo si veste di liturgico magnetismo (con Jocelyn Pook e i Dead Can Dance costantemente a fungere da muse ispiratrici).

Certo è che il buon Nemo riesce a sfoderare ancora una volta l’ennesima prova di coraggio artistico, dispensando spasmi di ostica bellezza che mal si prestano all’uso e consumo di ascoltatori poco propensi ad apprezzare una sorta di requiem post-moderno, senza soluzione di continuità, che in “Iamaes” e “Risveglio” può vantare i suoi momenti più alti.

Tracklist

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