29/06/2018

“Dilettanti” racconta che cos’è - o che cosa dovrebbe essere - il porno dietro il porno, attraverso la testimonianza di chi deve dirigere con la telecamera il traffico di corpi in collisione e di desideri umidi. “Più sono dilettanti, più fanno macelli. Non sanno controllarsi: sono troppo contenti quando non è il momento”. In pratica i Ratafiamm descrivono un mondo che esiste solo nei riflessi meccanici e nella ripetibilità tecnica degli amplessi, con l’amore che è un contrattempo e il divertimento solo una rogna da dilettanti. “Tourist You Are The Terrorist” è insomma un disco di racconti per un cantautorato rock mediamente introspettivo e fortemente lirico, che arriva sette anni dopo il precedente “Low Budget Invasion”.

Musicalmente c’è una spaccatura che viene espressa bene proprio dai primi due brani in scaletta: se “Dilettanti” ha l’atmosfera tipica di un certo modo di intendere l’elettronica - tastiere malinconiche e crescendo appena accennato - la successiva “Le chiavi” ha il piglio indie rock decadente dei National di “Boxer” e una poetica non così distante dai Virginiana Miller. In “Piccola patria” sembra di sentire gli Offlaga Disco Pax con in più una vocalità dolente e melodica al servizio di drum machine e synth. “Turista” ha l’epica contenuta dei primi Fanfarlo, tra chitarre e strumenti a fiato e quella sequenza di note e accordi che sanno smuovere sassi e persone quando è necessario. Molto bella ed emozionante la cover di “Veramente” di Mario Venuti.

In generale i Ratafiamm in versione indie rock sono una conferma, mentre quelli della sponda electro sono una sorpresa. Manca un po’ di coesione, nel senso che a volte si sentono due gruppi totalmente diversi all’interno dello stesso disco e quindi viene il dubbio su dove vogliano andare davvero i Ratafiamm. Ma la qualità c’è: “Tourist You Are The Terrorist” è un album che merita ascolto e attenzione.

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