14/03/2019

Nate "inna" cantina, le canzoni di “A piedi nudi” potrebbero essere una buona compagnia reggae per i momenti in cui hai addosso il sole, il mare, l'allegria, la voglia di ballare e di fumare. Proprio "Il ballo del cantinaro" è il brano manifesto dell'album: unisce l'idea romantica del danzare in una cantina ad alcuni versi su temi attuali come i talent show, i social network e le droghe.

Scorrono i ricordi d'amore di "Non svegliarmi", lo storytelling di "Mario", la ballad ritmata "I sogni di Alice", l'inno alla Jamaica e alla legalizzazione "Marijuana", le citazioni e il divertimento di "Jump", il canto  a piedi nudi ma con la rivoluzione dentro "Sembra Guernica", il desiderio spensierato di "Mare³", l'allegra ricerca di una "Nuova canzone" e il graffiante pamphlet musicale di "Suona bombe".

Reggae, pop, ska, rap e ritmi tropicali: i pezzi del disco sono musicalmente ricchi, orecchiabili, vari e freschi, caratterizzati da testi sentiti e ironici, quando serve.

Il gruppo romano, prodotto dall'indie label "La Grande Onda" del Piotta, trasmette fortemente l'idea del collettivo, soprattutto attraverso l'utilizzo di tre voci, due maschili e una femminile. Certo, probabilmente, con le prossime produzioni il loro lavoro potrà maturare ulteriormente ma per adesso l'impressione è che, degli Inna Cantina, non si parli abbastanza.

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