Santii S01 2018 - Elettronica

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Cambia il nome, non la sostanza: gli M+A diventano Santii e pubblicano un album che sprizza coolness da tutti i pori, in bilico tra R&B, hip-hop e club del Vecchio Continente e in collaborazione con una lista stellare di artisti internazionali.

“Una pagina che ti piace, M+A, ha modificato il proprio nome in Santii”.

Dopo aver suonato al Glastonbury, essere stati citati dal Guardian come una delle band dell’anno, aver messo da parte una collaborazione con Jamiroquai e MGMT ed essersi esibiti nei club di mezz’Europa (e non solo) come M+A, un giorno qualunque d’inverno Michele Ducci e Alessandro Degli Angioli decidono di far prendere un colpo ai propri fan, comunicando senza alcun preavviso la nascita di un nuovo progetto e lasciando intendere un cambio di rotta musicale in vista del primo capitolo targato Santii.

In realtà, tra la dance irresistibile di “Anyway Milkyway” e la svolta sonora dell’ultimo “S01”, in bilico tra R&B, hip-hop e club culture europea, il duo ha sempre dimostrato una certa insofferenza nel dover etichettare a tutti i costi il proprio operato, lasciando che fossero gli spunti più disparati, più che un genere in particolare, ad influenzarne la produzione.

Nel caso dell’esordio di Santii sembrano due gli elementi imprescindibili attorno ai quali ha preso forma ciascun brano: il cantato e il featuring. Se, di fatto, con gli M+A la voce di Michele suonava decisamente più distaccata, amalgamandosi a dovere nel contesto generale del pezzo ma essendone pesantemente influenzata, ora le parti cantate sono sempre molto riconoscibili, avendo conquistato una dimensione ben definita a cui è più che lecito affezionarsi. Allo stesso modo, se le collaborazioni esterne ricoprivano già in precedenza un ruolo importante (vedi “Ninja” con Spank Rock), in “S01” assumono un valore assoluto, considerando che la lista (stellare) di artisti coinvolti è lunga praticamente quanto la tracklist del disco.

Si comincia, per dire, con l’ospitata di Supah Mario (producer, tra le altre cose, di “Wyclef Jean” di Young Thug e “Ice Melts” di Drake) e sinceramente non ci si poteva aspettare un inizio migliore. “Neversorry” è un brano che sprizza coolness da tutti i pori, miscelando melodie spacca-classifiche à la Charlie XCX a un’elettronica freschissima e rilassata che farà impazzire tanto i fan di Khalid che di Mura Masa. La seguente “Outsider” in compagnia di Rejjie Snow, altro super-ospite di “S01”, non fa che tenere alta l’asticella, contribuendo a definire le coordinate di un album che è un continuo botta e risposta tra Vecchio e Nuovo Continente, a colpi di laid-back hip hop e pop seducente, nella migliore accezione possibile del termine.
Ciò che infatti continua a impressionare del duo è un certo talento nel saper declinare soluzioni sfacciatamente radiofoniche con una classe innata. Della serie: non inventano nulla di nuovo, ma non frega veramente a nessuno perché questi due, soprattutto se si pensa al contesto italiano, giocano un campionato a parte. Ce lo ricorda a dovere la dinamica sui generis di “Twenty” ft. Mick Jenkins, che ci porta a ballare contemporaneamente in tre party diversi organizzati dallo stesso festeggiato, prima di fare spazio alla parentesi più estiva del disco (“Toofast”, “Bodies” e “Summer”). Ce lo ribadisce, quasi in chiusura, la presenza del rapper russo Thomas Mraz che in un paio di battute stravolge l’equilibrio di “Loveme” e di cui, vi prometto, amerete l’intrusione ruvida pur senza capirne una parola.

Mentre il finale di “1000000AWAY” con Cakes Da Killa ci saluta con dolcezza, facendo venire una gran voglia di rivedere la performance di Daniel Caesar con i BADBADNOTGOOD al 507 Antiques di Toronto, la convinzione che i Santii siano uno dei pochi gruppi nostrani a poter competere, o meglio ancora collaborare, con i grandi nomi internazionali resta. L’augurio, naturalmente, è di avere una parte sempre più da protagonista nella storia del pop contemporaneo internazionale.

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La recensione S01 di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2018-05-21 09:00:00

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