Disumetica Il bene primario 2005 - Sperimentale, Rock

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Partiamo dal primo impatto. L’involucro e la copertina. Un’immagine inizialmente difficile da mettere a fuoco per la scelta del colore non naturale rispetto a quello che sarebbe dovuto essere: “il bene primario”, titolo dell’album, inciso sulla sabbia. Essenziale nei tratti se non fosse che tutta la fotografia è in gradazione di verde, spiaggia e onde comprese come un’immensa distesa di prato.

Una fusione di due elementi naturali che si ripercorre anche nelle sonorità del gruppo, al suo suono originale e miscelato tra il rock più aggressivo delle chitarre come in “Condizionale”, secondo pezzo dell’album e sperimentazioni di effetti acustici del tutto naturali come in “Inappetenza”, brano che apre il loro lavoro. Un indiscusso rock elegante, oserei definirlo, quello dei Disumetica, non solo nella scelta dei testi, in cui ciascuno può vederci qualcosa di suo e farsi coinvolgere; frasi ripetute quasi volessero cullare chi le ascolta. Anche la scelta delle musiche e degli arrangiamenti è volta ad accarezzare l’ascolto. I due brani che chiudono l’album, “Distanze mobili” e “Fruttamina”, sono quasi un modo per placare il ritmo più serrato di “Condizionale”, che aveva interrotto questa distesa immensa di poesia e suoni infiniti.

Anche la scelta del nome è funzionale alla valutazione musicale: disumetica sta per DISsonanza – UMorale – ermETICA, come il gruppo ha perfettamente descritto, “uno spazio necessario al volontario coinvolgimento di chi ascolta”.

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La recensione Il bene primario di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2005-05-20 00:00:00

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