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album post indie ep - equo
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07/08/2018

"Post Indie ep", questo il titolo della prima uscita per gli Equo, duo elettro-pop milanese dal suono davvero interessante. Per evitare di cadere nei cliché della musica strappa-like su Youtube o Facebook (ovvero quella fatta d'immagine più che di contenuti), basterebbe una ricerca poco poco approfondita sui suoni e sul linguaggio, quel tanto che basta per levarsi dal piattume.

Non si può chiedere a due ragazzi di 20 anni di scrivere la nuova "Bohemian Rhapsody" (o forse sì?), ma quanto meno di assomigliare agli Equo, che per il loro esordio hanno deciso di utilizzare l'elettronica in maniera sofisticata, tamarra quanto basta per arrivare al club, ma senza trash anzi, la produzione di Matisse e Gabriel è fresca e piena di buon flow. Tutti e 5 i brani in questo ep fanno muovere e cantare, iniziando da "Non cedere all'ansia", passando per "Mentre passavi tu" e "6": tutto ha la giusta misura, la ripetitività dei ritornelli, gli stereotipi e le "menate" giovanili, persino l'autotune rimane nei limiti della tollerabilità.

Un piede nelle scarpe di Carl BraveXFranco 126, uno in quelle di Ghali, il mood ricorda persino alcuni pezzi dei Groove Armada o Jamiroquai, "Post Indie ep" riesce nell'intento di rimanere personale e farsi ascoltare anche quando la giovane età dei due autori si palesa totalmente, come nel testo di "Disordine", vero manifesto teen indolente degli Equo.

La giusta misura quindi, vero valore aggiunto per chi decide di fare pop oggi: non esistono regole né demoni elettronici se si usa il buon senso, e gli Equo ne hanno da vendere, onestà nelle idee e gran qualità nei suoni, che questo ep sia una rampa di lancio per un full lenght da paura.

Tracklist

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